Cosa è
Lumenis (laser a diodi)

Grazie ai suoi rigorosi studi scientifici e alla vasta pratica clinica, il sistema laser a diodi LightSheer della Lumenis è emerso come il gold standard nella rimozione dei peli superflui disponibile sul mercato. Non solo è uno dei sistemi più semplice da utilizzare, ma offre una combinazione di sicurezza ed efficacia che nessun altro sistema di epilazione laser può abbinare.
La sua tecnologia avanzata, basata su un sistema laser a diodi ad alta potenza, combina alta fluenza e ampiezza dell’impulso ampiamente regolabile da brevi a molto lunghi (400 ms), per trattare con sicurezza ed efficacia tutti i tipi di pelle e una vasta gamma di colori, diametri e profondità di peli.
Grazie anche a una protezione brevettata ChillTip, fornisce un raffreddamento continuo dell’epidermide per un maggior comfort e massima sicurezza del paziente durante il trattamento.
Oltre alla documentazione di efficacia clinica nella rimozione e riduzione permanente dei peli superflui, il LightSheer è anche approvato dal FDA (Food and Drug Administration) per il trattamento di pseudo follicolite della barba, lesioni pigmentate benigne e capillari degli arti inferiori, fornendo all’operatore ampia funzionalità e versatilità.
LightSheer può trattare in maniera risolutiva e a lungo termine tutte le aree corporee. Non solo le tradizionali zone di trattamento femminile quali i baffetti, il mento, le gambe, l’inguine e le ascelle, ma anche, negli uomini, aree più ampie quali la schiena, il torace e la nuca. È possibile inoltre trattare simultaneamente nella stessa seduta molteplici aree corporee fino ad ottenere una epilazione totale.
È un trattamento rapido, non invasivo che permette al paziente di tornare subito alle sue attività lavorative. Può provocare una sensazione di leggero calore e fastidio, ma il trattamento in genere è ben tollerato da quasi tutti i pazienti. Per ottenere una epilazione significativa e risultati soddisfacenti occorre effettuare mediamente dalle 6 alle 10 sedute.
Le tecniche sono le più innovative e trovano indicazione a seconda delle caratteristiche di gravità di ogni patologia da trattare:

  • Interventi di artrodesi stabilizzazione vertebrale con sistemi protesici in Titanio e PEEK (viti transpeduncolari, gabbie intersomatiche) delle patologie artrosiche e malformative di maggiore gravità
  • Interventi di correzione e stabilizzazione nelle gravi scoliosi e cifosi dell’adolescente e dell’adulto
  • Interventi chirurgici con doppio approccio (laterale tipo X-LIF e posteriore) delle patologie spinali più complesse
  • Interventi con tecniche di stabilizzazione vertebrale percutanea e “minioopen” nei casi selezionati
  • Cifo e vertebropastiche nelle fratture osteoporotiche e tumorali secondarie
  • Tecniche di Laser discectomia e microdiscectomia nei casi di ernia del disco
In una fase iniziale la visita ortopedica prevede un’analisi completa delle condizioni cliniche del paziente. Per questo il medico si informerà non solo sui suoi sintomi presenti, ma anche su disturbi con cui ha avuto a che fare in passato, sul tipo di lavoro svolto e sulle attività fisiche praticate.
La visita prosegue poi con l’analisi della struttura e delle funzionalità dell’apparato locomotore. Il medico potrebbe ritenere opportuno concentrarsi su aspetti come la postura, la forza muscolare, l’ampiezza dei movimenti, la presenza di gonfiori e i riflessi.
La visita può concludersi con una diagnosi o con la prescrizione di accertamenti diagnostici come radiografie, Tac, risonanze magnetiche, ma anche esami del sangue, delle urine o del liquido articolare.

Sono previste norme di preparazione?

La visita ortopedica non prevede una preparazione specifica. Il paziente è però invitato a portare con sé eventuali referti di analisi, ad esempio radiografie, che potrebbero essere utili alla valutazione della situazione.

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