Aritmologia e elettrofisiologie

Per aritmia si intende qualsiasi disturbo del normale ritmo cardiaco. Alcune aritmie sono idiopatiche, avvengono cioè in persone con il cuore sano, rappresentando l’unico problema clinico e sono quelle più diffuse tra i giovani. Altre aritmie sono invece secondarie rispetto ad un’altra patologia cardiaca, in genere un infarto miocardico, una cardiopatia o una malattia delle valvole cardiache e colpiscono prevalentemente pazienti adulti o gli anziani. L’importanza clinica di un’aritmia dipende principalmente dal tipo di aritmia e dalla presenza o meno di una cardiopatia organica. Vi sono quindi aritmie che rappresentano solo un disturbo della qualità della vita e altre che invece sono potenzialmente letali.
Specialisti

Coordinatore Attività: Dott. Iacopino Saverio
Dott. Artale Paolo
Dott. Caragliano Alberto
Dott. Filannino Pasquale

 
Patologie trattate  
Aritmie:

Le tipologie di aritmie trattate presso il nostro dipartimento sono:

  • Tachicardia da rientro nodale
  • Sindrome di Wolff-Parkinson-White (WPW)
  • Tachicardia atriale
  • Flutter atriale
  • Fibrillazione atriale
  • Tachicardie ventricolari
  • Fibrillazione ventricolare
  • Bradiaritmie
I principali sintomi delle aritmie sono:

  • Sincopi (cadute per perdita di coscienza)
  • Palpitazioni
  • Battito irregolare
  • Affanno che insorge per sforzi modesti
 

Aritmie Pediatriche 

La nostra vasta esperienza nel campo delle aritmie pediatriche attraverso numerose pubblicazioni su riviste di alto valore scientifico ha contribuito in maniera significativa alla rivalutazione delle linee guida internazionali, in particolare nel campo della sindrome di Wolff-Parkinson-White in soggetti di età compresa tra i 5 ed i 18 anni. Presso il nostro Centro vengono diagnosticate, trattate e curate definitivamente con tecnica ablativa tutti i tipi di aritmie pediatriche. Il nostro atteggiamento è di tipo conservativo, se possibile, fino all’età di 5 anni, riservando la tecnica ablativa in soggetti di età superiore ai 5 anni e preferibilmente dopo i 10 anni. In casi particolari (pazienti con aritmie associate a rischio di morte improvvisa, scompenso cardiaco, arresto cardiaco o sincope) l’ablazione viene anticipata o addirittura effettuata già nei primi mesi di vita.

Le aritmie pediatriche più frequentemente trattate sono:

  • Tachicardie sopraventricolari, quelle cioè che coinvolgono una o più vie accessorie se non si risolvono spontaneamente nel tempo o se presentano caratteristiche a rischio per morte improvvisa (sindrome di Wolff-Parkinson-White), la tachicardia reciprocante permanente che è la più comune forma di tachicardia incessante in età pediatrica che può portare ad una tachicardiomiopatia con scompenso cardiaco o tachicardie coinvolgenti vie accessorie tipo Mahaim. Le tachicardie non coinvolgenti una via accessoria comunemente osservate nei bambini sono la tachicardia giunzionale ectopica e la tachicardia ectopica automatica che possono risolversi spontaneamente nel tempo. Il flutter atriale è un’aritmia rara in età pediatrica.
  • Tachicardie ventricolari, meno comuni e usualmente si associano a cardiopatie come la cardiomiopatia ipertrofica, la sindrome del QT lungo che può associarsi ad un rischio di morte improvvisa, e la sindrome di Brugada. Occasionalmente, la tachicardia ventricolare può presentarsi incessantemente (tachicardia ventricolare fascicolate idiopatica, la tachicardia del tratto di efflusso ventricolare destro, tachicardia ventricolare catecolaminergica indotta da emozioni o sforzo e può degenerare in attachi sincopali.

 

Sintomatologia

La sintomatologia delle aritmie in età pediatrica dipende essenzialmente dal tipo di aritmia (sopraventricolare o ventricolare) nonché dall’età al momento della presentazione. Tipicamente, i neonati o infanti con aritmie incessanti possono presentarsi con i segni dello scompenso congestizio secondario a tachicardiomiopatia. Le palpitazioni e/o la sincope si presentano più frequentemente  in bambini di età più avanzata. Il blocco completo di cuore è una bradiaritmia rara ma la più importante da un punto di vista clinico che si osserva in età pediatrica. Essa può essere sia congenita o può verificarsi dopo intervento cardiochirurgico e può richiedere l’impianto di un pacemaker.

Esami diagnostici e terapie

Per individuare un’aritmia cardiaca, sono a disposizione numerosi esami e strumenti diagnostici, tra cui l’elettrocardiogramma, la registrazione ECG Holter, lo studio elettrofisiologico oppure quelli maggiormente invasivi per il paziente, come il cardiotelefono e i dispositivi impiantabili di registrazione del ritmo cardiaco. Gli esami e la strumentazione vengono spesso combinati fra loro per giungere a una diagnosi ancor più precisa e certa. La scelta del trattamento dipende invece dalla natura, dalla severità dell’aritmia e dall’eventuale associazione con altri problemi cardiologici. Generalmente si curano prima eventuali patologie sottostanti, quali l’ipertensione arteriosa, lo scompenso cardiaco o malattie della tiroide, per poi procedere con i trattamenti specifici:

  • Trattamenti farmacologici
  • Ablazione transcatetere con tecnica fluoroscopia
  • Ablazione transcatetere con tecnica non fluoroscopica (sistema Carto e sistema NavX)
  • Impianto di dispositivo antibradicardico (pacemaker)
  • Impianto di dispositivo antitachicardico (defibrillatore)
  • Stimolazione biventricolare per trattare lo scompenso cardiaco
  • Cardioversione elettrica esterna

Attività didattica:

Sono istituiti Corsi di training per la preparazione teorica e pratica alle varie procedure interventistiche rivolte a medici elettrofisiologi e personale tecnico-infermieristico di elettrofisiologia.

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