Anthea Hospital di Bari centro di riferimento riconosciuto a livello internazionale per la cardiochirurgia mini-invasiva

Diretta dal Dott. Giuseppe Speziale, l’Unità Operativa – al suo interno innovazione, ricerca, tecnologia, competenza si fondono alle terapie chirurgiche più avanzate e in linea con i migliori standard europei – ha fatto della Cardiochirurgia mini-invasiva uno dei propri capisaldi, raggiungendo obiettivi di primissimo livello e assurgendo a polo di riferimento riconosciuto dalla comunità medica internazionale. “Gli indicatori secondo i quali oggi viene valutata l’attività di una realtà ben strutturata e funzionale – spiega il Professore –contemplano, accanto ai successi in sala operatoria e alla bassa percentuale di mortalità, una capacità organizzativa e tecnica d’indiscusso valore, caratteristiche indispensabili per la qualità delle prestazioni erogate nell’ottica di un sistema più efficiente ed efficace”.

Nel 2012, gli interventi con tecnica mini-invasiva sono stati 457, confermando le nuove prospettive terapeutiche indirizzate ad una maggiore integrità fisica del paziente (rispetto alla tradizionale sternotomia l’incisione tra le coste è di appena 5 centimetri), alla notevole riduzione del dolore post-operatorio, ad una più che sensibile contrazione delle complicanze. Il minor rischio procedurale è altresì il traguardo che si ottiene nell’impianto delle valvole percutanee: Anthea Hospital è centro certificato e la straordinarietà della metodica consente di sottoporre ad intervento pazienti altrimenti non operabili a cuore aperto, colpiti da una severa stenosi aortica che richiede la sostituzione della valvola malata.

La Cardiochirurgia mini-invasiva trova quindi applicazione nell’inserimento degli stent bio-riassorbibili e nella risoluzione della fibrillazione atriale (responsabile dell’ictus cerebrale): solo in Italia è riscontrabile in 600mila pazienti con una prevalenza del 10% in uomini e donni d’età superiore ai 65 anni. Attraverso un’incisione laterale del torace di soli 3 centimetri, è possibile, in meno di un’ora, deconnettere elettricamente le 4 vene polmonari. Il 96% dei malati sottoposti al trattamento può dire addio, definitivamente, alla pericolosa aritmia.

Tra le recentissime innovazioni adottate da Anthea Hospital va, infine, rammentato l’impiego del pacemaker wireless, solamente 2 grammi di peso, non più ancorato esternamente al cuore ma direttamente alla camera ventricolare, nella cura dello scompenso cardiaco. La modalità non chirurgica dell’impianto (si attua in anestesia locale, salendo lunga la vena femorale), contribuisce ad evitare malfunzionamenti del dispositivo e all’abbattimento delle infezioni, considerata l’assenza di complementi aggiuntivi.

I risultati d’eccellenza conseguiti dalla Cardiochirurgia di Anthea Hospital, sono confermati dallapartecipazione dei suoi Specialisti all’evento culturale e scientifico più importante in questo ambito che si svolge a New York e che ha come focus le metodiche interventistiche finalizzate alla plastica valvolare, nello specifico la risoluzione delle problematiche a carico della valvola mitrale, di cui vengono presentati i risultati della Struttura.

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