Aiuto, ho mal di testa!

Quando la testa “scoppia”, la giornata diventa invivibile. Il mal di testa di tipo tensivo, però, non è incurabile. Riconoscerne il tipo e rimuoverne le cause è possibile.

Una persona su due ne ha sofferto almeno una volta nella vita. Per molti, diventa uno spiacevole compagno di vita. Il mal di testa colpisce tutti, in ogni angolo del mondo, a qualsiasi età. E chi ne ha sofferto, o ne soffre sistematicamente, sa quanto sia difficile conviverci. Le cefalee, stando a quanto sancito dalla Classificazione Internazionale ICHD-II del 2004, sono di molti tipi. La più frequente tra le cefalee primarie è quella di tipo tensivo. In altre parole è quel dolore che i pazienti descrivono come un peso, un cerchio alla testa, come se un cappello costringesse il capo.

Nel 90% dei casi il dolore si irradia in entrambe le tempie, nella restante parte solo da un lato.

Ma sia che insorga sporadicamente o che sia, invece, cronicizzata gli effetti della cefalea sono evidenti specialmente sulla qualità della vita di chi ne è colpito. Diventa, spesso, difficile svolgere le normali attività giornaliere, si rende meno, ci si concentra con difficoltà, facendo persino fatica a fare mente locale su ciò che occorre fare.
Cefalea tensiva, conosciamola meglio

Si definisce sporadica, quando si presenta una decina di volte all’anno e dura dalla mezzora ai 7 giorni. Può avere una localizzazione bilaterale, il dolore è di tipo costrittivo – quindi non pulsante – dall’intensità lieve o media. Non peggiora svolgendo le normali azioni quotidiane, può essere accompagnata da fotofobia oppure fonofobia. Mai insieme. Può essere associata o no al dolore che si avverte palpando i muscoli pericranici.

Si definisce frequente, quando gli episodi vanno da uno a 15 al mese per almeno tre mesi, di durata variabile da minuti a giorni. Il dolore è tipicamente bilaterale, di qualità gravativo-costrittiva, di intensità da lieve a media e non risulta aggravato dall’attività fisica di routine. La nausea è assente, ma possono essere presenti fotofobia o fonofobia.

Si definisce cronica quando si presenta per più di 15 giorni al mese, con episodi quotidiani o molto frequenti, anche in questo caso di durata variabile. Il dolore è bilaterale, di tipo gravativo-costrittiva, di intensità da lieve a media e non risulta aggravato dall’attività fisica di routine. Possono manifestarsi nausea lieve, fotofobia o fonofobia .

Da cosa dipende?

Le cause sono diverse, anche se la più frequente potrebbe essere una postura scorretta protratta per ore, contribuiscono a far insorgere questo tipo di cefalea, lo stress, la eccessiva concentrazione, i problemi psicologici e di ansia.
Ad aumentarne ulteriormente il rischio sono fattori come l’età – specialmente tra i 40 e i 50 anni – e il sesso femminile.

Cosa fare?

La prima cosa è certamente evitare le terapie fai da te, gli analgesici assunti in modo errato possono, anziché aiutare, complicare la situazione. Affidarsi ad una figura professionale come il neurologo è il modo migliore per ottenere una diagnosi corretta e intraprendere un percorso di cura che può prevedere il ricorso ai farmaci o, al contrario, propendere per una terapia che tenga sotto controllo la causa scatenante: lo stress o l’ansia se il motivo è questo, o se la causa è la postura scorretta, una ginnastica posturale capace di alleviare la tensione muscolare causa della cafelea.

L’importante, dunque, è non banalizzare mai un mal di testa. Affrontarlo e curarlo, invece, è l’unico modo per semplificare la nostra vita.

Fonte: www.gvmpoint.it

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